| La formazione nel campo dell'I.E. |
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| Scritto da Vittorio Borgia |
| Venerdì 16 Aprile 2010 15:40 |
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La gestione di un progetto o meglio del ciclo di vita di un progetto richiede conoscenze tecniche specifiche dipendenti dalla natura stessa del progetto e tutta una serie di cognizioni, conoscenze e competenze, che consentono in maniera matriciale una valutazione completa dei problemi connessi. Premesso quanto sopra, occorre precisare che non necessariamente un progetto può essere gestito in maniera organica, infatti si può andare da una gestione a vista (esempio: costruisco una casa facendo le fondamenta le più robuste possibili e poi rizzo muri e pongo solai alla bisogna) ad una gestione razionale ed ottimale (esempio: costruisco una casa, richiedendo un progetto ad un professionista, rivolgendomi ad un costruttore con il quale stipulo un opportuno contratto, verificando in corso d’opera l’andamento dei lavori in quantità e qualità, controllando i tempi ed i costi, valutando tempestivamente eventuali varianti di progetto o di contratto, stipulando opportune assicurazioni etc.). Appare evidente che il secondo modo di gestire un progetto non può essere improvvisato, in quanto richiede tutta una serie di conoscenze e competenze che possono essere acquisite da piani di formazione ed esperienze specifiche. Non sempre il solo buon senso, che non deve mancare mai, è sufficiente a risolvere tutti i problemi ed a condurre ad un completo e razionale controllo del progetto in termini di tempo di realizzazione, costo e qualità. Tradizionalmente si intendeva terminato il controllo di un progetto con il completamento dell’opera, in sostanza gestire un progetto significava valutare tutte le azioni relative dal momento in cui l’opera veniva concepita, al momento in cui veniva realizzata. Tale visione in un quadro quali - quantitativo generale sembra limitativa, in quanto serve continuare a valutare l’opera in tutte le sue fasi successive, fino al suo inutilizzo o dismissione, pertanto è giusto parlare di ciclo di vita di un progetto dall’atto del concepimento fino al suo inutilizzo o dismissione. Ciò diviene fondamentale in progetti realizzati in regime di finanza strutturata.
Le ConoscenzeLa gestione completa del ciclo di vita di un progetto necessita di cognizioni tipiche, relative alla natura o tipo del progetto, che sono essenziali per poter porre le basi tecniche e tecnologiche relative. Queste conoscenze sono il bagaglio tecnico e professionale, che ogni persona ha, acquisito, in maniera preponderante attraverso il ciclo scolastico, ma anche attraverso l’apprendistato e l’esperienza sul campo. Tali conoscenze vanno ovviamente aggiornate, perché rappresentano la base irrinunciabile per un lavoro di eccellenza. Tuttavia l’aggiornamento di queste deve essere demandato agli organi accademici preposti e alla buona volontà del singolo professionista. Esistono invece conoscenze che, pur non sono essendo legate alla natura o tipo di un progetto, sono anch’esse indispensabili per evitare di gestire “a vista” un progetto con inevitabili impatti fortemente negativi sui tempi, i costi e la qualità dell’opera. Negli anni si è affermata così la figura del “PROJECT MANAGER”, ossia di un professionista che, forte delle conoscenze di cui sopra, ha acquisito competenze tali da poter, insieme agli specialisti, dotati delle conoscenze specifiche, gestire responsabilmente un ciclo di vita di un progetto dal più semplice al più complesso, valutando e controllando costi, tempo e qualità. Esistono varie scuole di pensiero, vari indirizzi e programmi di formazione per creare le basi per un buon “PROJECT MANAGER”, probabilmente tutte valide, anche perché alla fine portano comunque a buoni risultati. Fondamentali sono anche le conoscenze necessarie per il controllo dei progetti; esse devono esser parte del bagaglio culturale del Project Manager, che nei piccoli e medi progetti è anche direttamente responsabile del controllo mentre, nei progetti di maggiore dimensione, esiste la figura distinta del Project Controller. Noi vogliamo in questa sede proporre le conoscenze contenute nel “BODY of KNOWLEDGE” dell’ICEC (International Cost Engineering Council), proprietaria in Italia delle stesse dell’AICE (Associazione Italiana di Ingegneria Economica), non solo perché patrimonio della nostra Associazione, ma anche perche le riteniamo più complete e flessibili, con una valenza specifica relativa al controllo dei tempi e dei costi. Possiamo dividere queste conoscenze in sei fasi (moduli), così come sono nel programma del Corso di Formazione in Ingegneria Economica, già effettuato presso l’Università Bocconi ed in programmazione presso altri Atenei e Scuole di Management.
I Moduli del Body of Knowlwdge dell’ICECNozioni di base Ingegneria dei costi Pianificazione e programmazione Organizzazione e contratti Project management Project Financing
Le CompetenzeIntendiamo per competenze la risultante delle nozioni e delle capacità professionali, come ben descritto nel testo di Gianluca di Castri “Project Management per l’Edilizia – Flaccovio 2009”, di cui alleghiamo figura esplicativa (da: Gianluca di Castri – Project Management per l’Edilizia – Flaccovio, 2009). Esse pertanto non possono essere raggiunte con le sole conoscenze, ma vanno curate ed implementate attraverso un uso costante e sistematico delle nozioni su casi reali attraverso la pratica professionale. Tuttavia la mancanza delle nozioni di cui sopra, generalmente preclude o rende estremamente difficili l’acquisizione di competenze, base professionale per un lavoro di soddisfazione e di successo. Le nozioni di Ingegneria Economica illustrate possono essere acquisite anche modo autodidattico. Certamente tuttavia la frequenza di un corso “ad hoc” ne facilita sia l’apprendimento, che la sintesi.
La certificazioneE’ il risultato del ciclo formativo, precisando che viene certificata la competenza, indipendentemente dalle nozioni acquisite nei corsi opportuni. I candidati pertanto devono dimostrare con i fatti, attraverso la presentazione di tesi o lavori svolti il possesso delle competenze richieste e sulla base di queste ultime sono previsti due livelli di certificazione:
La differenza fra queste due livelli è solo il grado delle competenze acquisite, attraverso la pratica professionale. AICE è l’unico ente italiano accreditato da ICEC al rilascio dei due certificati di cui sopra.
Autore Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. è membro del Consiglio Direttivo AICE e responsabile per le attività ed i progetti di formazione.
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