A seguito della riunione del 19 maggio a Roma, l’ing. Guido Silvestroni ha svolto brevi considerazioni ma di notevole interesse che riguardano  l’International Cost Measurement Standards (ICMS), nel cui Comitato è presente AICE e ritiene che l’argomento meriti di essere adeguatamente approfondito, adottando, in linea con le riflessioni sviluppate nel corso degli incontri di AICE a Roma, un approccio di tipo Life Cycle Cost, tenendo cioè presenti anche i costi sostenuti dopo la fase di realizzazione.


Definire il costo di un progetto tenendo conto soltanto dei costi sostenuti per la sua realizzazione appare incompleto: la realizzazione di un manufatto, sia dell’ingegneria civile che riferito a qualsiasi altro contesto, viene effettuata con l’attesa di massimizzare una funzione obiettivo, in generale di tipo economico / reddituale, la cui valutazione non può prescindere dalla fase della gestione, fase questa in cui verranno generati flussi di cassa tali da remunerare correttamente tutti gli attori e tutti gli oneri sostenuti nella fase di realizzazione.

Questa semplice, e ovvia, considerazione è funzionale alla riflessione circa il fatto che la scelta della soluzione adottata in fase progettuale è intrinsecamente collegata alla scelta fatta per la fase gestionale, e forse più propriamente si può dire che queste si condizionano reciprocamente.

Per poter effettuare correttamente un confronto dei costi sostenuti per progetti differenti (anche in termini di opportuni indicatori) bisogna individuare una modalità per inserire l’impatto della gestione: a parità di prestazioni e di costo di investimento, un progetto che consente una gestione meno onerosa deve poter essere giudicato migliore, deve in altre parole poter esporre un costo (opportunamente ed univocamente definito) inferiore.

Con riferimento alla "dimensione temporale" dei progetti, è interesse attualizzare al primo anno i valori riferiti a periodi più lunghi tramite l'adozione di un opportuno tasso e, in campo internazionale, tenere conto che le poste economiche possono essere denominate in valute differenti, con l'esigenza quindi di approfondire anche il tema dei tassi di cambio.

Inserire considerazioni di tipo "dinamico" fanno ampliare molto la complessità delle analisi e delle valutazioni, e potrebbe essere di notevole interesse aprire questo "fronte" e portare su un piano di maggiore rispondenza alla realtà le attività valutative, qualunque siano le finalità per cui vengono sviluppate e  l'ambito in cui vengono condotte.

 

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