La corretta analisi della fattibilità e/o del rendimento di un progetto è ovviamente dipendente dalle modalità di rappresentazione delle sue metriche di progetto che devono consentire di identificare ed attribuire compiutamente le varie componenti dei costi.

Tale aspetto è ancora più evidente, se si opera in un contesto internazionale dove il modo in cui sono analizzati e comparati i costi può variare sensibilmente da nazione a nazione.  Una risposta all’esigenza di elaborare un sistema che consenta di implementare un benchmarking univoco viene dall’ International Cost Measurement Standards.

L’International Cost Measurement Standards (ICMS) è una coalition di esperti del settore che si è posta l’obiettivo di definire standard internazionali per la gestione di aspetti tecnici ed economici nell’ambito del mercato delle costruzioni. La coalizione è formata da oltre 47 associazioni professionali e no-profit. Tale Coalizione ha analizzato i differenti standard adottati, senza trovarne tuttavia uno che potesse essere adottato univocamente a livello internazionale e pertanto ne ha creato uno condiviso.

L’ICMS è stato pubblicato nella sua versione integrale nel Luglio 2017. Esso consiste in un sistema di classificazione dei costi in modo organico e sistematico dandone pertanto una rappresentazione univoca.
Come si legge nello standard stesso, l’ICMS consente di:

  • confrontare i costi di costruzione in modo organico e trasparente;
  • identificare le cause delle differenze dei costi tra i progetti;
  • consentire di prendere decisioni sul progetto e location dei progetti;
  • ottenere informazioni maggiormente sicure per il finanziamento ed investimento di progetti di costruzione e relative finalità.

A tal fine, il documento propone una suddivisione gerarchica in 4 categorie:

  • Livello 1 - categorie di progetto o sottprogetto;
  • Livello 2 - categorie di costo;
  • Livello 3 - gruppi di costo (cost groups);
  • Livello 4 - sottogruppi di costo.

Come si legge nel documento stesso la composizione dei livelli 2 e 3 è la medesima per tutti i Progetti e Sotto-progetti, mentre una certa discrezionalità viene consentita verso il livello 4.

Il livello 1 comprende l’annesso Schedule 1 dove per ogni tipologia di progetto si ha una classificazione tramite codice e della tipologia di lavori da effettuare. Il sistema al fine di essere omogeneizzato risulta abbastanza rigido, ma attraverso una sorta di scelta multipla consente di individuare tutte le destinazioni di uso. Ad esempio per la tipologia funzionale del building si può scegliere tra residenziale, uffici, shopping centre, industriale, hotel, parcheggio, magazzino etc.

Ovviamente questo viene riportato per ogni tipologia di progetto: se si pensa alla realizzazione di un tunnel, esso viene identificato tramite la propria finalità (stradale, ferroviaria, tubazione, altro) ovvero alle metodologie di scavo (scavo tradizionale, meccanizzato con esplosivo). Eppure non si individua un riferimento ai costi della costruzione in fase provvisoria, che soprattutto per lo scavo in tradizionale ha un “peso” economico non insignificante.

Figura 1 - Struttura dei costi nel ICMS (ICMS 1° edizione del luglio 2017)

Relativamente alle metriche di progetto l’ICMS fornisce l’opportuna descrizione dei parametri specificando quali grandezze include, esclude e le diverse modalità di calcolo dei parametri.

Con particolare riferimento alla tipologia dei buildings, l’ICMS fa correttamente riferimento agli standard di proprietà nella definizione delle aree (Gross External Floor Area oppure Gross Internal Floor Area) così da considerare un parametro omogenizzato tra costo e area di riferimento.

Nell’ICMS stesso viene citato che per il GIFA potrebbe essere utilizzato attualmente per alcune tipologie di opere e che eventuali ulteriori approssimazioni potrebbero essere implementati successivamente per esaurire le varie esigenze.

Per quanto sopra l’ICMS si può considerare un processo iniziato ma ancora non compiuto.

Comunque è in tali aspetti la maggior novità portata dallo standard, basti pensare alla realtà italiana dove nella quantificazione dei costi per un’unità di superficie ci si riferisce spesso a parametri diversi ad esempio la Superficie Lorda Pavimentata – SLP (che consiste in una superficie interna lorda tenendo applicando dei fattori correttivi alle scale ed ai locali tecnici) o la Superficie Coperta. Pertanto un’omogeneizzazione del sistema di riferimento a livello internazionale risulta di per sé un risultato notevole nell’ottica di una globalizzazione di rappresentazione dei costi e di un loro corretto benchmarking anche a livello internazionale.

Come accennato, il campo di applicabilità dove lo standard appare avere la massima utilità è l’analisi di fattibilità e/o di rendimento di un progetto.Al riguardo l’ICMS fornisce un approccio sistemico ai costi, rappresentato dai diagrammi di flusso inseriti nel documento stesso che guidano verso la corretta individuazione delle caratteristiche di un progetto.

Figura 2 – Diagramma di definizione di un progetto (ICMS 1° edizione del luglio 2017)

Una volta determinato la tipologia del progetto, l’ICMS rappresenta una schematizzazione dei costi, così da consente di identificarli compiutamente attraverso i livelli precedentemente citati e assegnarli correttamente.

Tuttavia è possibile effettuare due considerazioni. La prima è insita nel punto di partenza del documento costituendone anche l’ovvia limitazione: infatti lo standard fa riferimento ai soli costi di investimento (Capex), quando in un’analisi di fattibilità di un progetto, per tenere conto della sua redditività è necessario anche considerare costi operativi (opex) dei progetti e pertanto dei life cycle costs delle varie componenti.

La seconda è nell’approccio: infatti non è stato possibile individuare nella bozza del documento un’indicazione in merito al grado di accuratezza e di precisione dei costi in funzione del dettaglio del progetto.

Tale aspetto è già stato analizzato ad esempio nell’ambito impiantistico (si veda il testo “Plant Design and Economics for Chemical Engineers”) e pertanto si potrebbe uniformare anche nel campo delle costruzioni civili.

Figura 3 – Diagramma di flusso ICMS (ICMS 1° edizione del luglio 2017)

Infine è banale immaginare che una rappresentazione omogeneizzata dei costi inizialmente a livello di investimento e, nel tempo anche a livello operativo, dovrebbe consentire una più semplice rappresentazione delle informazioni nell’ottica di una loro gestione tramite approccio Building Information Modeling (BIM) con ovvie prospettive di diffusione.

Ad oggi l’International Construction Measurement Standard è un processo iniziato e comunque già di notevole interesse, infatti potrebbe nel tempo essere adottato da associazioni, società, imprese ed amministrazioni con svariati campi di applicabilità.

In definitiva l’ICMS ha l’ambizione di mettere ordine nell’analisi dei costi in un campo (soprattutto quello edile/civile) dove vi è ancora un elevato grado di indeterminatezza e di incoerenza dovuta all’artigianalità delle lavorazioni proponendo un approccio sistemico ed organizzato.

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