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Una giornata speciale

Giornata AICE 2015La Giornata AICE 2015 è stata diversa dalle altre giornate organizzate dalla nostra associazione nella sua storia trentennale o, al limite, è uguale a poche altre.

Credo che l’ampia partecipazione dimostri che tale importanza sia stata capita.

Storicamente la giornata è sempre  stata programmata prendendo in esame un tema specifico del Total Cost Management ed i vari contributi che si alternavano hanno sempre preso in esame approfondimenti particolari sul tema proposto. Quest’anno non abbiamo parlato di un argomento specifico dell'ingegneria Economica e non è stato trattato alcun aspetto particolare del Total Cost Management: l’argomento è stato il Total Cost Management stesso, il suo valore ed il suo significato nel contesto attuale.

Un'esigenza storica

Bollettino N. 1 AICEDa tempo (dall’inizio del mio primo mandato) ho sentito forte la necessità di caratterizzare l’Ingegneria Economica come disciplina, dotata di una sua autonomia e specificità e legata comunque all'idea di "progettualità" (si veda Una nuova progettualità nei paradigmi dell’Ingegneria Economica). La stessa idea originale di associazione si è evoluta nel tempo: dalla iniziale «Associazione Italiana Cost Engineer», successivamente denominata nel 1987 «Associazione Italiana di Ingegneria Economica» e quindi ribattezzata in campo internazionale «the Italian Association for Total Cost Management» (e come tale riconosciuta in ambito ICEC) molto è cambiato, adeguando in modo naturale i contenuti dell’associazione all’evoluzione delle discipline di riferimento (ingegneria, economia) e alle esigenze dei soci.

Il Bollettino di informazione N. 1 del Luglio 1979 (come allora si chiamava), dichiarava:

Nell'interesse diretto di molti operatori del settore progetti di Ingegneria, abbiamo costituito in data 28/03/79 l'A.I.C.E. (Associazione Italiana Cost Engineers) sullo schema della medesima associazione operante negli U.S.A. dove oggi 2000 membri rappresentano una effettiva branca selezionata di consulenti e dirigenti nel campo del Cost Engineering.

Una nota a piè di pagina informa poi che:

Esiste la possibilità di ottenere una "certificazione" o attestato professionale con esami presso l'A.A.C.E. [...] che offre un riconoscimento del ruolo del Cost Engineers.

E' evidente lo specifico interesse nei progetti di ingegneria, come recita l'atto costitutivo originale:

La dizione Cost Engineer sta a definire l'area di lavoro in cui il giudizio e l'esperienza di ingegneri, economisti ed altri interessati, viene applicata alla pianificazione e controllo tecnico-economico e al coordinamento operativo delle commesse di progettazione e costruzione ed in senso più ampio, per tutti i grandi progetti.

Dopo pochi anni dalla costituzione (siamo nel 1987), l'associazione cambia nome pur mantenendo l'acronimo originale divenendo definitivamente l'Associazione Italiana di Ingegneria Economica. Tale evoluzione esprimeva già allora ciò che ancora oggi si percepisce: l'esigenza di tenere conto delle diverse espressioni e manifestazioni di questo rapporto "tecnico-economico" tra le variabili della tecnologia e delle risorse necessarie per implementarla.

La definizione si è quindi sempre di più arricchita, fino a rappresentazioni complesse dei primi anni 2000 in cui si integravano mondi complementari ed estremamente variegati, ma sempre riferiti all'ingegneria (nelle sue diverse discipline), all'economia, oltre ad alcuni mondi complementari (come ad es. quello del diritto).

Il progetto AICE 2.0

Le applicazioni del TCMIl processo di cambiamento è oggi più che mai ineluttabile. Ho voluto quindi come Presidente attivare tale processo di cambiamento, che è anche e soprattutto un processo di profondo «chiarimento». Il percorso di AICE 2.0 è iniziato molti mesi fa ed è subito stato intrapreso in modo molto strutturato e non casuale. Questo perché l’associazione fonda il proprio valore su una serie di elementi che necessariamente devono essere coerenti: tutto ha importanti riflessi sulla vita associativa e pertanto ogni cambiamento deve essere guidato e non casuale.

Per questo, da tempo ho cercato di coinvolgere professionisti (come l'Ing. Mario Fiorelli, coordinatore e principale artefice dei contenuti di AICE 2,0) che avessero un approccio fresco al problema ed una esperienza sufficiente di vita associativa perché il risultato potesse essere realmente fruibile dall'associazione e fosse la base per il suo rilancio.

Nel fare questo, AICE ha applicato i modelli del TCM su se stessa ed il risultato di questo lavoro di ricerca e progettazione è un “framework” razionale e consistente, una struttura in grado di considerare i diversi aspetti del TCM, così come si manifestano in diverse realtà (organizzazioni diverse e diversi settori di business).

Le dimensioni del TCMAnche lo stesso Congresso ICEC 2014 (e gli incontri che si sono succeduti con i membri delle altre associazioni provenienti da tutto il mondo) ha offerto molti spunti e le tendenze rilevate sono state prese in considerazione per proporre un modello che potesse funzionare non solo in Italia ma in un ampio contesto internazionale.

Quanto è stato realizzato è stato quindi ottenuto attraverso un'analisi approfondita di diversi elementi:

Abbiamo quindi ottenuto una struttura più che coerente in cui, partendo dalle definizioni di Ingegneria Economica e TCM, sono state formulate le scelte strategiche (mission, vision e valori), l'architettura fondamentale del BoK (Body of Knowledge), le proposte per i piani di formazione, dei percorsi di certificazione professionale e tanti altri progetti che l'associazione ha in animo di realizzare. A tutto ciò sarà collegato un processo di riassetto organizzativo.

Il processo di lavoro è stato lungo e complesso, attraversando diverse fasi:

Il processo di divulgazione prevede ora una serie di iniziative che si svolgeranno nel corso del 2016, e principalmente:

Ma perché "AICE 2.0"?

Perché con questo progetto AICE entra nel terzo millennio, quello che si inizia a scrivere con "20...".

E questo è un punto di partenza.

 

Autore:
Emanuele Banchi
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