Questa breve riflessione, presentata come messaggio di benvenuto alla Giornata AICE 2018, parte da alcune domande: chi siamo? Da dove veniamo? Cosa facciamo? E soprattutto, chi saremo? Dove andremo? Di cosa ci occuperemo?

Noi siamo la somma delle nostre esperienze e questa è sempre una componente viva di ciò che chiamiamo “Competenza”. Riflettendo infatti sulle mie esperienze personali e sulla mia carriera professionale, credo che il punto centrale sia sempre stato la capacità di mettere in correlazione le conoscenze tecniche ed il valore che esse esprimono. La mia estrazione scientifica (ho una laurea in fisica) ha poi fatto il resto: attraverso l’utilizzo di opportuni modelli e tecniche, cerco sempre di strutturare e sistematizzare i vari elementi e mi sono costruito una professionalità legata sia al linguaggio del fare sia a quello del valore.

Dove andrò e dove andremo non è una risposta facile da dare, ma se analizziamo le tendenze attuali, si ha l’impressione che si parlerà sempre più spesso di Total Cost Management.

Bollettino di informazione N. 1 (luglio 1979)

Una prima risposta alla domanda “chi siamo?” viene dal nome stesso dell’associazione: AICE è l’acronimo di “Associazione Italiana Cost Engineers”. Il Bollettino di informazione N. 1[1] stabilisce chiaramente i contenuti ed i confini di una vera e propria professione, quella del “Cost Engineer”.

Più volte durante il primo decennio di vita dell’associazione si sono susseguiti incontri, convegni e tavole rotonde per dibattere della struttura e delle caratteristiche di tale “professione” ma, partendo dalla definizione messa nello statuto all’epoca della fondazione di AICE (riportata nella figura qui di seguito), credo che le intenzioni dei fondatori risultino lampanti.

In tutte le successive evoluzioni dell'idea originale di "Ingegneria dei Costi" (Cost Engineering) e più tardi di "Ingegneria Economica" (siamo verso la metà anni ’80) è molto evidente un'attenzione particolare a tutti i meccanismi di integrazione tra varie discipline (ad esempio, tra economia-giurisprudenza-ingegneria, talvolta aggiungendo anche la politica, ecc.…), specie quando applicate al settore delle costruzioni e dei grandi progetti di ingegneria.

Alla prova dei fatti, il ristretto ambito costituito da tali progetti non è mai stato completamente rispettato poiché sono diversi gli articoli pubblicati nel tempo sulla rivista che nulla hanno a che fare con tali contesti. Diversi sono anche i soci che hanno fatto parte (e fanno tutt’ora parte) della nostra associazione che non si occupano professionalmente di progetti di ingegneria.

Tale limite è oggi pienamente e formalmente superato con il progetto AICE 2.0 che sancisce, anche attraverso un rinnovato statuto[2], la piena applicabilità dei principi della disciplina e degli approcci del TCM a diversi contesti e settori industriali.

AICE ha sempre cercato di allinearsi alle tendenze che si manifestavano nei settori dell'economia, dell'ingegneria e della giurisprudenza. E anche oggi, le evoluzioni in atto nel contesto socioeconomico richiedono un profondo ragionamento sulle competenze che si profilano all’orizzonte in tutti i settori.

Industria 4.0 e fabbisogni occupazionali

Il piano Industria 4.0 ne è una evidenza. Nei report predisposti di vari osservatori sono messe in luce le competenze ritenute fondamentali per affrontare il passaggio e gestire i processi Industria 4.0 da parte delle aziende: qui rappresentato in tabella una sintesi emersa da un report pubblicato dall’osservatorio Industria 4.0 del Politecnico di Milano[3].

Area Competenze fondamentali Formazione necessaria 2018
Operations Miglioramento dei processi
Pianificazione e coordinamento
Gestione di risorse smart
Tecnologie accrescitive e di processo
Analisi dei dati
Modellazione e simulazione
Definizione piano di adozione tecnologie per il miglioramento dei processi produttivi
Analisi, modellazione, simulazione dei dati di produzione
Progettazione di un sistema di manutenzione predittiva
Supply chain Innovazione di business
Gestione smart
Computer science and data analytics
Utilizzo di piattaforme software
Integrazione digitale dei processi di business con clienti e fornitori
Sviluppo di una strategia IT per la gestione della supply chain
Product Service Development Innovazione di prodotto – processo
Progettazione smart
Utilizzo di digital e virtual
Ingegneria del servizio
Utilizzo di materiali e processi innovativi
Uso di tecnologie digitali e virtuali nel processo di sviluppo del nuovo prodotto e servizio

Oltre a quanto schematizzato in tabella, il report include anche altre competenze estremo interesse dove si aggiungono ad esempio la capacità di allineare ed integrare componenti IT (Information Technology) e OT (Operational Technology), impostare la business architecture, capacità di modellazione e simulazione di business solo per citarne alcune.

Nel report si legge inoltre: "Per cogliere davvero la sfida dell'Industria 4.0, le aziende devono dotarsi delle necessarie competenze, rivedendo strategie e pratiche di selezione, assunzione e sviluppo delle risorse umane, ma anche i piani di formazione, le reti di collaborazione. La skill 4.0 considerata più rilevante dalle imprese non è affatto banale perché richiede di contemperare prospettiva strategica di business e tecnica, considerando le implicazioni sulla sicurezza fisica del personale, la cybersecurity, la privacy, la proprietà dei dati ed altri aspetti legali."

Il mercato del lavoro nel prossimo futuro

Una lettura delle tendenze relative ai fabbisogni occupazionali in Italia nel medio periodo conferma il quadro. Lo si rileva ad esempio da una indagine di recente pubblicazione ed effettuata da Unioncamere e ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro) sui fabbisogni occupazionali in Italia nel medio periodo[4].

Questo primo grafico indica il numero di occupati dipendenti ed indipendenti che saranno richiesti nei vari settori industriali. Nel grafico sono riportati i valori percentuali di espansione della domanda (ascisse) e rimpiazzo (ordinate). Il fabbisogno ne è la somma algebrica risultante. La dimensione della bolla rappresenta le dimensioni del settore.

Con riferimento allo scenario benchmark dell’indagine, nei settori industriali il tasso di espansione è molto limitato mentre prevale il replacement (sostituzione di personale). Fanno eccezione le Public Utilities e alcuni reparti (ad es. quello Alimentare).

Le costruzioni non sono rappresentate nel grafico ma, da una lettura delle tabelle nel report, risulta che la bolla si sovrappone con quella del settore dei Macchinari ed ha diametro doppio:

  • Fabbisogno: 108.000 unità circa totali per i 5 anni considerati (2018-2022)[5]
  • Espansione: -9.900 corrispondenti al -0,2% dello stock occupazionale del settore
  • Rimpiazzi: 118.000 unità corrispondenti a 1,6% dello stock occupazionale del settore

Nei servizi (terziario e terziario avanzato), il tasso di espansione del fabbisogno è più marcato e la lettura di tendenza è sicuramente in crescita. A parte la sanità ed il turismo, sono i servizi operativi ed i servizi avanzati di supporto alle imprese (economico-finanziari, legali, gestionali e specialistici in diversi campi) che illustrano una situazione di tutto interesse per il TCM.

Sempre in base al report, i fenomeni che spiegano le tendenze evidenziate dai dati sono sostanzialmente i tre seguenti:

1. Invecchiamento della popolazione

  • L’incremento dell'aspettativa di vita ha come inevitabile conseguenza l’innalzamento dell'età pensionistica;
  • I sempre più difficili sbocchi professionali per i giovani prolungano la permanenza nel mondo dell'istruzione;
  • Ciò genera un difficile o scarso ricambio generazionale nelle imprese che, in tale contesto, si troveranno anche a fare i conti con una pericolosa obsolescenza delle competenze;
  • Ciò comporterà un aumento della domanda dii servizi di formazione ed aggiornamento professionale;

2. Globalizzazione

  • La catena del valore viene oggi sempre più spezzata a seguito di processi di outsourcing/offshoring; tale frammentazione è sempre più semplice ed attraente da realizzare per le imprese, che traggono beneficio dallo spostamento di processi a basso valore in paesi e contesti in cui manodopera e materiali hanno costi bassissimi;
  • Nei paesi in via di sviluppo nascono imprese che propongono prodotti ed erogano servizi "elementari", vendibili separatamente come beni indipendenti;
  • Ciò ha come conseguenza un aumento della domanda di lavoratori sempre meno qualificati nei paesi in via di sviluppo, ed un corrispondente incremento della domanda di professioni sempre più specializzate nelle economie avanzate;

3. Tecnologia

  • La costante sostituzione delle attività ripetitive e routinarie con le macchine è una tendenza ancora in atto;
  • Oggi, l’IA (Intelligenza Artificiale) ed il cosiddetto IoT (Internet of Things) stanno innalzando il livello di complessità delle attività "automatizzabili";
  • Ciò comporta una parziale diminuzione dell'occupazione nelle categorie professionali intermedie a favore di un incremento sia in quelle di più basso livello (nelle economie emergenti), sia in quelle di più elevata specializzazione (nelle economie avanzate).

Tra le professionalità più specializzate spiccano quelle che si basano su competenze integrate (o “di integrazione”), trasversali rispetto a diverse discipline (ingegneria, economia, giurisprudenza ecc.) ed in grado di comprendere e gestire le dinamiche di relazione tra elementi tecnici ed elementi di business.

Integrazione

In un mondo che cambia e troppo spesso spreca risorse, la ricerca di un punto di equilibrio è un obiettivo importante, che va perseguito con determinazione e razionalità.

Il messaggio fondamentale che AICE ha voluto lanciare fin dai suoi albori, può essere declinato in modo semplice: per la ricerca e la gestione di questo punto di equilibrio, servono professionalità che sappiano agire in modo integrato attraverso metodologie che favoriscano

  1. il Controllo dei processi,
  2. la massima Efficienza nell’utilizzo dei fattori produttivi e delle risorse,
  3. la massima Flessibilità.

In altre parole, servono professionalità in grado di comprendere e parlare il linguaggio che descrive le variabili del fare e le metta in relazione con il business. Questa integrazione organizzativa ed interdisciplinare è sicuramente un fattore critico e, come abbiamo visto, rappresenta il cuore delle professioni che sono richieste in un futuro che è già iniziato.

L’innovazione sostenibile

Sostanzialmente, siamo convinti che il futuro richiederà maggiormente quelle competenze in grado di cavalcare 4 elementi fondamentali:

  1. Il Cambiamento, ovvero la capacità di leggere le trasformazioni in atto ed adattarsi alle evoluzioni socioeconomiche (innovazione);
  2. Il Ciclo di Vita, verso cui valutare in modo sempre più esteso il concetto di redditività (non nel breve ma nel lungo periodo), presidiando non solo i fenomeni di “progetto” ma di quelli legati all’intero arco del ciclo di vita di ciò che viene realizzato mediante il progetto stesso: ciò impone non solo di gestire bene il progetto, ma di gestire bene il progetto giusto (efficacia nel lungo periodo);
  3. La Gestione delle Risorse, che sono sempre finite, non vanno sprecate e rappresentano sempre un vincolo ed un limite da considerare molto attentamente (efficienza);
  4. L’Ambiente, quale elemento centrale per il futuro (valore sociale).

Nell’insieme, ciò rappresenta un modo diverso di concepire il concetto di valore, non più basato sul “tutto e subito” (nonostante purtroppo questo mordi e fuggi faccia ora parte del modo comune di pensare) ma sul “bene e per lungo tempo”. E ciò comporta un approccio sistematico e strutturato alla generazione e gestione del valore, collocato in un sistema di valori.

Valore e Valori

Le tendenze illustrate sono il risultato di uno sforzo costante che nell'economia risulta essere fondamentale: la ricerca del Valore.

Tale concetto può essere molto astratto e probabilmente ha significati ben diversi per diversi Stakeholders.
La professione del Cost Engineer (secondo la definizione originale data nell'atto costitutivo AICE) rapporta il concetto di Valore a quello di Costo:

  • il costo è una misura (effettuata secondo parametri ed una prospettiva ben definita) del valore di un’attività o di un asset;
  • a sua volta, il costo viene determinato in base al costo (cioè al valore) delle risorse utilizzate per eseguire le attività o produrre l’asset;
  • Il valore poi ha una sua esplicitazione nel prezzo che indica quanto l'attività o l'asset può essere proposta in modo "disallineato" rispetto al suo equilibrio con il costo.

Nei vari settori economici siamo di fronte ad una "evoluzione" nella ricerca del valore, dal primario a quello che oggi si definisce quaternario. Questo ha portato a puntare sempre di più sulla integrazione (dei processi, delle filiere, dei servizi ecc…).

Anche nei settori Welfare l'attenzione è puntata sulle economie circolari, i cambiamenti climatici, la lotta alla fame e alla povertà, l'accesso alle cure sanitarie e all’acqua potabile, la riduzione delle enormi e crescenti disuguaglianze. Qui la tendenza, specie con l’arrivo del Quarto Settore, è quell di lavorare su una maggiore diffusione dei “Valori” sociali quale premessa per poter far funzionale il motore del business.

Per questo, i percorsi formativi che AICE sta progettando e realizzando soprattutto negli ultimi anni, pongono sempre al centro quelle logiche che consentano di comprendere questa dualità costo-valore in diversi contesti, sempre con riferimento agli Stakeholder di riferimento: valore economico e valore sociale, il valore ed il suo rapporto in diversi modelli di business, ecc.

Tuttavia, il rapporto tra “Valore” e “Valori” è ancora tutto da scoprire e …valorizzare!

Professioni o professionalità?

Non sappiamo dire se questo configuri delle nuove “professioni” (che è il tema della Giornata AICE 2018), ma sicuramente sappiamo che sarà forte l'esigenza di acquisire competenze ampie e diversificate, delle “professionalità” in grado di fare da ponte e tradurre il linguaggio del fare nel linguaggio del valore.

Se queste esigenze daranno luogo a nuove professioni emergenti lo vedremo: ci sarà mai un Total Cost Manager? Esisterà mai un Ingegnere Economico?

In realtà, è sicuramente più interessante porsi e tentare una risposta ad un’altra domanda: qual è il mix di conoscenze e competenze che in un determinato dominio è in grado di ottimizzare il Valore per tutti gli stakeholders? Bene, qualsiasi nome prenderà tale mix, questo è l’insieme delle competenze che afferiscono alla disciplina dell’Ingegneria Economica e che costituiscono nel loro insieme il taglio professionale richiesto dall’approccio TCM.

Quello che è certo, queste competenze formano un perno importante per la società sia a livello economico, sia a livello sociale e questo pone il Total Cost Management e le professioni correlate al centro dei processi evolutivi in entrambi gli ambiti, quello economico e quello sociale.

Argomenti su cui AICE vuole investire in futuro.

Autore: Dott. Emanuele Banchi, DIF ICEC, EIE / ICEC A, Presidente AICE

 

Bibliografia

  1. AICE – Associazione Italiana Cost Engineers, Bolletino di informazione N. 1, Luglio 1979
  2. AICE – Associazione Italiana di Ingegneria Economica, Tavola rotonda su Attività e responsabilità professionali dell’Esperto in Ingegneria Economica, Giornata AICE 1992 (Università Bocconi, Milano), 14 Maggio 1992 (pubblicato all’interno del numero 43 della rivista “Ingegneria Economica”
  3. Gianluca di Castri, Sistemi di classificazione culturale e di certificazione nel campo dell’Ingegneria Economica, Atti delle Giornate AICE 1998 (12-13 novembre 1998)
  4. Unioncamere-ANPAL, Previsione dei fabbisogni occupazionali in italia a medio termine (2018-2022), Sistema Informativo Excelsior – http://excelsior.unioncamere.net
  5. Emanuele Banchi, AICE 2.0: perché?, sito web AICE: http://www.aice-it.org/it/articoli/581-aice-2-0-perch%C3%A9
  6. Emanuele Banchi, Una nuova progettualità nei paradigmi dell’Ingegneria Economica, sito web AICE: http://www.aice-it.org/it/articles/502-una-nuova-progettualita-nei-paradigmi-dell-ingegneria-economica
  7. Emanuele Banchi, Le competenze nel Total Cost Management nell’era 2.0, sito web AICE: http://www.aice-it.org/it/articoli/748-le-competenze-nel-total-cost-management-nell-era-2-0

 

Note

[1] Il “Bollettino di Informazione” è stato pubblicato nel mese di luglio 1979 ed era il nome originale dell’organo di informazione dell’associazione. Successivamente l’organo è divenuto una rivista ed ha preso il nome di “Cost Engineering”, poi “Ingegneria Economica”. Oggi l’organo di informazione AICE è costituito dal sito web http://www.aice-it.org. Come si legge nel documento, AICE è stata costituita il 28/03/1979 e pertanto l’anno prossimo ricorre il 40° anniversario dalla fondazione.

[2] http://www.aice-it.org/it/aice/lo-statuto-aice (approvato il 20/10/2017).

[3] Ricerca 2017 dell’Osservatorio 4.0 della School of management del PoliMi.

[4] Unioncamere-ANPAL, Previsione dei fabbisogni occupazionali in italia a medio termine (2018-2022), Sistema Informativo Excelsior –  http://excelsior.unioncamere.net

[5] Per il settore dei macchinari il volume è di 57.000 unità circa.

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