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Il testo della Commissione Europea Modernising the Professional Qualifications Directive, liberamente scaricabile da INTERNET, è un contributo alla modernizzazione delle professioni ed, in quanto tale, è giusto che anche in ambito AICE esso venga esaminato e discusso. In questa sede iniziamo col proporre alcuni commenti; come tutti sappiano, in Italia è in corso una riforma delle professioni che dovrebbe da un lato adeguarci alla realtà europea, eliminando molti anacronismi ma che, d'altra parte, come tutte le riforme realizzate in ritardo, presenta il rischio di accettare acriticamente realtà estranee al nostro sistema e spesso già superate nei paesi ove esse sono originate. Il documento è stato scritto come atto preparatorio alla procedura di aggiornamento della direttiva europea sulle professioni.

 

Di seguito commentiamo alcuni punti che ci preme sottolineare.

La carta professionale Europea

La carta professionale dovrebbe essere uno strumento per favorire la mobilità dei professionisti e migliorare l'informazione per i datori di lavoro e per i clienti; essa dovrebbe rendere più facile, anche con l'aiuto dei sistemi informativi, la verifica delle qualifiche professionali da uno stato all'altro e la cooperazione fra le autorità dei diversi stati, sostituendo molti documenti amministrativi o auto-certificazioni e rendendo il riconoscimento della qualifica professionale una procedura quasi automatica, limitando la verifica puntuale solo ad alcuni casi.

Oggi i 27 stati membri regolano circa 4700 professioni sulla base delle qualifiche professionali; queste professioni possono essere raggruppate in circa 800 categorie professionali diverse; attualmente esistono meccanismi di ricoscuimento per quasi tutte, che tuttavia dovrebbero essere integrate da meccanismi di accesso parziale per quelle aree professionali in cui le definizioni professionali non coincidono.

Livelli di Qualificazione

L'art. 11 della direttiva definisce 5 livelli di qualificazione basati sull'esperienza, questi livelli dovrebbero superare gli 8 livelli previsti dall'European Qualifications Framework basati sulla formazione; questa doppia scala può solo generare confusione, per cui la proposta è quella di un sistema più elastico.

Si deve inoltre considerare il caso di professionisti qualificati solo parzialmente, per i quali dovrebbero esistere procedure di ricoscimento.

Altre parti del documento sono dedicate a professioni specifiche, in particolare nell'area sanitaria.

Intendiamo a questo punto esprimere la nostra opinione:

  1. concordiamo con la necessità di una procedura semplice ed ove possibile automatica per il riconoscimento della professione nei vari paesi membri dell'Unione Europea; la mobilità dei professionisti, sia permanente che temporanea, è una possibilità che deve essere aperta a tutti e facilitata, per il singolo professionista si tratta comunque di un valore aggiunto, sia che egli lo utilizzi sia in caso contrario.Importante anche addivenire ad una classificazione delle professioni condivisa in tutta l'Unione Europea e che abbia il giusto grado di dettaglio, senza cadere né nell'eccesso di specializzazione né, d'altra parte, nell'eccessiva generalizzazione
  2. qualche perplessità invece abbiamo nei livelli di qualificazione, in primo luogo perché essi vengono principalmente demandati agli organismi statuali senza menzione delle associazioni professionali, in secondo luogo perché ci sembra che l'esperienza e la formazione non siano viste in modo integrato; un'ulteriore perplessità deriva dal concetto di qualificazione parziale, mentre riteniamo che si dovrebbe fare un discoso serio sulle  paraprofessioni e sui loro limiti di competenza.

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