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La recente crisi ha aperto la possibilità di una riflessione sulle catene di fornitura. L’iper-globalizzazione dell’ultimo decennio ha avuto come conseguenza che la maggior parte dei beni vengono acquistati altrove, anche se un bene è prodotto in Italia, i componenti sono prodotti altrove.

Tale sistema presenta vantaggi e svantaggi; sui vantaggi si è molto parlato, essi possono in buona parte essere condivisi. Tuttavia esistono alcuni limiti strategici. All’insorgere di una crisi la maggior parte delle nazioni tenderà a dare priorità alle proprie esigenze. Ne deriverebbe, nella migliore delle ipotesi un aumento temporaneo dei prezzi, in altri casi si potrebbe verificare una rottura delle catene di fornitura con la conseguente insufficiente disponibilità del bene in oggetto.

Per i beni di importanza strategica, è necessaria una sicura disponibilità a livello locale o nazionale. Per i beni soggetti ad evoluzione tecnologica, invece, non ha senso dotarsi di scorte, è indispensabile un adeguato investimento in capacità produttiva.

(Ing. Gianluca di Castri)

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