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Il piano Europeo di Recupero genererà molteplici progetti, alcuni tra loro strettamente collegati (ad esempio sul filone degli investimenti infrastrutturali), altri senza alcun punto di contatto fra loro se non nel senso di appartenere al portafoglio progetti dei futuri recovery funds.

Con questo termine, ben conosciuto da chi definisce e realizza innovazione tramite progetti, si intende l’insieme di tutti i progetti che beneficeranno dei fondi disponibili. Tale insieme è scomponibile anzitutto in due categorie che costituiscono ulteriori sotto-portafogli: la categoria dei progetti tra loro correlati o complementari; la categoria di quelli totalmente autonomi, non interdipendenti. In entrambe le categorie la complessità dei singoli progetti può essere tanto elevata da richiedere una ulteriore loro scomposizione in sotto-progetti, entità operative che vengono realizzate autonomamente fino a quando il risultato del sotto-progetto non deve integrarsi nel progetto complessivo.

L’impianto quindi del portafoglio progetti generale è a più livelli di scomposizione, derivante dai domini di investimento (infrastrutture, scuola, tecnologie, sanità, cultura, e così via) e dal tecnicismo proprio dei legami necessari o inesistenti fra i vari progetti.

Ci aspettiamo che questi due criteri concorrano correttamente a definire la composizione del portafoglio, l’assegnazione responsabile a chi dovrà gestire i vari livelli, la metodologia di gestione in caso di conflittualità sull’impiego delle risorse, la metodologia di loro monitoraggio e valutazione finale.

(Prof. Alfredo Biffi)

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