Da un po’ di tempo a questa parte, è diventato di moda per i politici parlare di “cabine di regia”, evocando con tale terminologia non meglio identificati organi collegiali. In realtà la “cabina di regia” esiste già da anni (Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica | Sito ufficiale Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica – PCM (programmazioneeconomica.gov.it) e non funziona, forse è il caso di farla funzionare e non di duplicarla oppure, se proprio non è possibile farla funzionare, di farne una nuova abolendo quella che già esiste.

In particolare, per ciò che riguarda il “recovery fund” – ma è lo stesso per tutti i progetti – servono un organo strategico che decida cosa fare e prenda le relative decisioni, e questo è un organismo politico e non tecnico che, pur potendosi avvalere di pareri tecnici, non può abdicare alla propria discrezionalità né evitare le responsabilità che ne derivano.

Per quanto concerne, invece, la gestione ed il controllo dei programmi e dei progetti ai vari livelli (portfolio, programme, project) servono organi esecutivi che, nei limiti delle decisioni presi dai politici, ne garantiscano l’attuazione rispettando i vincoli di tempo, costo e qualità.

(Gianluca di Castri)

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